Perché imitare un’altra voce può danneggiare la tua

Imitare la voce di un cantante famoso, perché lo facciamo

Imitare la voce di un cantante famoso o di un interprete che ammiriamo è una pratica diffusa tra chi studia canto o voce, e spesso sembra una buona idea per avere una bella voce, d’altra parte già da piccolissimi impariamo per imitazione. Tuttavia, dal punto di vista della salute vocale, questa abitudine può rappresentare un serio rischio.

La voce non è uno strumento esterno

La voce non è uno strumento esterno al corpo che possiamo modellare e adattare senza conseguenze: è parte integrante del nostro sistema pneumo-fono-articolatorio, plasmata da caratteristiche anatomiche e neuromuscolari uniche di ciascuno, quindi inserite nel contesto “corpo”. Ogni voce ha una propria fisiologia, configurazione delle corde vocali, forma del tratto vocale e coordinazione neuromuscolare che la rendono unica. Quando proviamo a imitare la voce di qualcun altro, spesso costringiamo la nostra voce a lavorare in modo innaturale, generando nel tempo stress, affaticamento e disfunzioni.

Affaticamento vocale e rischio di fonotrauma

Quando una voce viene forzata costantemente verso un suono che non le appartiene, per esempio cercando di cantare con un registro troppo alto o troppo basso rispetto alla propria estensione fisiologica, o adottando tecniche non spontanee, il sistema vocale viene sovraccaricato. Questo può favorire fenomeni di malmenage (uso scorretto) o surmenage (sovraccarico vocale), associati all’insorgenza di infiammazioni, affaticamento e potenziali lesioni delle corde vocali.

Generi musicali ed esperienza

Alcuni studi hanno mostrato che alcuni stili di canto con tecniche più enfatiche o forzate siano associati a una maggiore incidenza di lesioni fonotraumatiche come polipi, cisti o noduli. Inoltre, ricerche su allievi mostrano che chi canta in stili contemporanei e musical theatre, spesso caratterizzati da imitazioni e spinte espressive, ha una prevalenza maggiore di patologie delle corde vocali rispetto a chi studia canto classico con tecnica consolidata.
Queste ricerche suggeriscono quindi che un uso improprio dell’imitazione, la carenza di tecnica, e un uso eccessivo della voce, possono portare all’insorgenza di disturbi vocali.
D’altra parte il cantante o l’attore professionista spesso hanno un’aumentata propricezione, quindi più facilmente segnaleranno un’alterazione vocale.

Perchè l’imitazione vocale ostacola l’identità vocale

Oltre ai rischi puramente fisici, imitare un’altra voce può inibire lo sviluppo del proprio timbro e della propria identità vocale. Come cantanti e insegnanti sappiamo che il percorso di una voce sana è basato su consapevolezza corporea, tecnica appropriata e caratteristiche vocali specifiche di ognuno, non sulla riproduzione costante di suoni altrui. Cantare forzando la voce in una tessitura non adatta al proprio strumento compromette l’economia vocale e può portare non solo a sforzo e raucedine, ma anche a abitudini maladattive difficili da correggere.

Esercizi per esplorare la propria voce senza imitarne un’altra e quando rivolgersi a un Logopedista esperto in Vocologia

Avere un approccio vocale sano non significa limitare la creatività, piuttosto incanalarla attraverso una tecnica solida, dove l’imitazione può avere un ruolo d’aiuto. Lavorare con esercizi specifici, riscaldamenti vocali adatti alla propria vocalità e alle proprie necessità con l’aiuto di un insegnante/clinico permette di esplorare nuove qualità timbriche senza compromettere la funzione vocale.

Insegnare agli studenti a esplorare la voce con curiosità senza cedere all’imitazione passiva significa aiutarli a costruire uno strumento personale, espressivo e resistente nel tempo, oltre che la priopriocezione, fondamentale per un uso professionale della voce, L’unicità vocale è un valore, è importante imparere a lavorare con essa, al fine di rendere la voce autientica e in grado di esprimere il proprio messaggio, cosa che permetterà all’artista di essere a sua volta unico e in contatto col pubblico.

Non tutta l’imitazione vien per nuocere

L’essere umano impara a parlare per imitazione e per prove ed errori, plasmata dall’ambiente che lo circonda (es: se io, soprano leggero, fossi nata ad Harlem, come sarebbe la mia voce?). Sostenere che l’imitazione sia da abolire significa ingnorare le modalità di apprendimento relative alla voce, ritenere sbagliate performance come quelle del musical theatre e del doppiaggio. Senza considerare poi quegli artisti che scelgono di utilizzare vocalità più “leggere” nella vita quotidiana, proprio per preservarla.
Come quasi tutto, bisogna comprendere il giusto compromesso e valutare il senso dell’imitazione, in modo da non compromettere la nostra salute vocale, ma anzi sostenerla.


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Dott.ssa Elsa Annunziata
Logopedista esperta in Vocologia
Insegnante di Canto Moderno


🔎 Fonti bibliografiche

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